Dati strutturati, Microdati, Microformati e rich snippet: sfruttiamoli al meglio per ottenere visibilità

Dopo aver fatto un breve accenno sui dati strutturati nell’articolo Anatomia di una SERP (Search Engine Results Page),vediamo oggi nel dettaglio che cosa sono i dati strutturati, cosa sono i microdati, faremo un accenno sui microformati e perché utilizzare questi elementi nel proprio sito. Prima di partire una piccola premessa:

 

Cos’è il Rich Snippet?

Effettuando una qualsiasi ricerca su Google vedremo una serie di risultati inerenti al termine ricercato. Questi elementi (chiamati Snippet) sono caratterizzati da:

Tra i classici snippet ritroviamo spesso risultati di ricerca più ricchi di informazioni: immagini, livello di gradimento (con il sistema delle stelline), il tempo di preparazione di una ricetta, prezzi etc. Questi elementi rendono uno snippet più completo, si parla quindi di Rich Snippet.

Esempio snippet di Google

Snippet di Google

 

Rich Snippet esempio

Esempio di Rich Snippet

 

Cosa sono i dati strutturati?

I dati strutturati sono delle implementazioni a livello codice che permettono di fornire maggiori informazioni ai motori di ricerca, in merito ai contenuti trattati all’interno di una pagina.

Facciamo qualche esempio: immaginiamo di avere un blog di cucina dove pubblichiamo costantemente ricette di dolci. Ogni pagina sarà strutturata in maniera simile alle altre, ritroveremo infatti, oltre al titolo e alla preparazione, i seguenti elementi: il tempo di preparazione, l’immagine del dolce, i feedback degli utenti.

Queste informazioni possono essere comunicate in maniera esplicita ai motori di ricerca. Grazie all’utilizzo dei dati strutturati è come se dicessimo “Ehi Google, per fare la torta al cacao ci vuole un’ora di tempo, questa è la foto e agli utenti piace molto”. Se implementiamo correttamente queste informazioni otterremo diversi benefici, vediamoli in dettaglio.

 

Vantaggi nell’usare i dati strutturati

Grazie all’impiego dei dati strutturati siamo in grado di fornire maggiori informazioni sui contenuti del nostro sito ai motori di ricerca. Si tratta quindi di una delle tante lavorazione di ottimizzazione in ottica SEO che è bene prevedere durante la realizzazione di un sito. Riassumendo: i dati strutturati fanno bene al posizionamento.

Altro vantaggio nell’usare i dati strutturati è il fatto che sui motori di ricerca è possibile ottenere dei Rich Snippet contenenti le informazioni che abbiamo inserito sul nostro articolo. Non verrà visualizzato il classico snippet con titolo, URL e descrizione ma probabilmente vedremo l’immagine del nostro dolce con il relativo tempo di preparazione e le stelline relative al gradimento degli utenti. Qual’è il vantaggio di avere queste informazioni nelle SERP? Ovviamente l’incremento del CTR (Click Through Rate) ovvero un incremento del rapporto tra il numero di click e le visualizzazioni del nostro Rich Snippet nelle pagine dei risultati. Questo significa, ad esempio, che un risultato di ricerca che contiene un’immagine è più evidente degli altri e quindi otterrà un numero di click più elevato.

 

Rich Snippet esempio

Uno snippet con immagini e informazioni aggiuntive ottiene più click

 

Cosa sono i Microdati?

I Microdati rientrano nel gruppo dei dati strutturati, così come i Microformati e gli RDFa (Resource Description Framework in Attributes) e sono appunto delle informazioni aggiuntive – inerenti al contenuto del sito – comunicate ai motori di ricerca attraverso delle implementazioni a livello codice. Tutta la documentazione – con tanto di esempi – è disponibile all’indirizzo schema.org.

Vediamo ora un esempio pratico per capire bene come implementare queste informazioni nel codice del nostro sito:

<div>
 Mi chiamo Pierluigi Amitrano, 
 e questo è il mio numero di telefono 022345678. 
 Lavoro come SEO e ho realizzato il sito 
 <a href=”http://www.webmarketingpolicy.com”> www.webmarketingpolicy.com</a>
</div>

Vediamo ora lo stesso codice sottoposto a markup coi Microdati:

<div itemscope itemtype="http://schema.org/Person"> 
 Mi chiamo <span itemprop=”name”>Pierluigi Amitrano</span>,
 e questo è il mio numero di telefono <span itemprop="telephone">022345678</span>.
 Lavoro come <span itemprop="jobTitle">SEO</span> e ho realizzato il sito
 <a href="http://www.webmarketingpolicy.com" itemprop="url">www.webmarketingpolicy.com</a>.
</div>

 

  • L’elemento itemscope della prima riga indica che all’interno del div sono contenuti degli elementi.

  • Il valore itemtype=”http://schema.org/Person” indica che l’elemento in questione è una persona (in questo caso utilizziamo la struttura di schema.org).

  • I valori preceduti da itemprop rappresentano gli attributi dell’elemento persona. itemprop=”name”, ad esempio, è il nome della persona.

 

Nel caso avessimo necessità di inserire più informazioni di entità diverse sarà necessario ricorrere all’utilizzo delle entità nidificate. Vediamo un rapido esempio di come potrebbero esser strutturate. Immaginiamo di voler inserire anche l’indirizzo di residenza (indirizzo è un’entità indipendente che può essere collegato all’entità persona), il codice sarà simile a questo:

<div itemscope itemtype="http://schema.org/Person">
 <span itemprop=”name”>Pierluigi Amitrano</span>
 <span itemprop=”telephone”>022345678</span>
 <div itemprop="address" itemscope itemtype="http://schema.org/PostalAddress">
    <span itemprop="streetAddress">Via Milano 35</span>
    <span itemprop="addressLocality">Milano</span>
    <span itemprop="postalCode">20121</span>
 </div>
 <span itemprop="jobTitle">SEO</span>
</div>

Come possiamo vedere, all’interno dell’entità persona è stata nidificata l’entità indirizzo, con i seguenti attributi:

  • itemprop=”streetAddress”

  • itemprop=”addressLocality”

  • itemprop=”postalCode”

Come già indicato, consiglio di fare riferimento al sito schema.org per tutta la documentazione necessaria ad una corretta implementazione dei microdati. Abbiamo visto come formattare il codice per l’inserimento dei Microdati ma esiste uno strumento per analizzare la buona riuscita della nostra lavorazione? Certamente, in questo caso ci viene in aiuto Strumenti per i Webmaster di Google (ne ho parlato in maniera approfondita in questo articolo: Strumenti per i webmaster: cosa sono e a cosa servono).

 

Verificare la corretta implementazione dei Microdati

Grazie a Strumenti per i Webmaster di Google è possibile analizzare il corretto inserimento dei Microdati all’interno di una pagina. Lo strumento mette a disposizione molte altre funzionalità interessanti (come l’evidenziatore di dati descritto nell’articolo indicato poco più in alto) ma per verificare il corretto inserimento del codice relativo ai Microdati dobbiamo selezionare la voce Analisi nella ricerca quindi Dati strutturati. Sempre attraverso Strumenti per i Webmaster possiamo ritrovare lo Strumento di test per i dati strutturati (sotto la voce Altre risorse). Questo strumento ci permette di avere un feedback visivo relativo al lavoro svolto.

 

Riassumendo

I Microdati (e i dati strutturati in genere) risultano essere un ottimo strumento per ottimizzare il sito e per fornire utili informazioni ai motori di ricerca. Una corretta implementazione permetterebbe inoltre di ottenere dei Rich Snippet enfatizzati da elementi quali immagini e informazioni aggiuntive e quindi di migliorare il CTR…e se non siete sicuri del lavoro svolto ci sono gli strumenti che controllano la buona riuscita della lavorazione 😉 .

Pierluigi Amitrano

Autore del sito Web Marketing Policy, SEO addicted, specializzato in SEM e Web Analytics ha trasformato la sua passione in lavoro proponendo strategie di Marketing ad aziende che vogliono entrare in contatto con nuovi clienti tramite la rete.

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Website: http://www.webmarketingpolicy.com

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  • Angelo Ewan Simeone

    io ho implementato i dati strutturati per un sito di una band…
    oltre agli eventi particolari, (come da schema.org), ho aggiunto delle proprietà per i membri della band, per l album, le tracce del disco, l etichetta discografica…
    Con il tool di google ho verificato e NON ci sono errori…

    Perchè nella SERP e quindi nella ricerca google… compaiono solamente le pagine con titolo e descrizione, come un qualunque sito senza dati strutturati?

    • Angelo Ewan Simeone

      ho utilizzato lo ..
      Può essere questo? E’ meglio usare i microdati?
      Google dice che ormai json è supportato al 100%….
      e la consolle non mi da errori..

      HELPPP!

      • Pierluigi Amitrano

        Ciao Angelo, se hai utilizzato schema.org per l’inserimento di tali informazioni e Google non restituisce errori allora molto probabilmente hai inserito il tutto in maniera corretta. Quando hai inserito queste informazioni?

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SEO addicted, specializzato in SEM e Web Analytics ha trasformato la sua passione in lavoro proponendo strategie di Marketing ad aziende che voglio entrare in contatto con nuovi clienti tramite la rete.